Page 1 - SIMEU e Coronavirus
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Gruppo Italiano
Per la Ricerca Clinica
In Medicina d’Urg enza
Prima Linea Covid-19
10 cose …..
dai PS ai tempi del Corona
In queste prime settimane di esperienza diretta sul campo abbiamo condiviso alcune considerazioni che
pensiamo sia utile trasmettere, per informare, migliorare e forse prevenire o correggere qualche errore
10 COSE DA NON FARE
1. Pensare che si possa gestire una situazione straordinaria con logiche ordinarie
2. Mantenere gli stessi standard durante la fase pre-epidemica e durante la fase epidemica – In
pratica se nella fase pre-epidemica le misure atte al contenimento sono essenziali, nella fase
epidemica è essenziale non perdere tempo e concentrarsi sui malati più che sui contatti
3. Non prepararsi – Gli ospedali devono essere vuoti e pronti con anticipo di almeno 10 giorni rispetto
all’inizio della fase epidemica (sin dalla fase pre-epidemica quindi) altrimenti non reggeranno
l’impatto degli accessi, i PS resteranno pieni di pazienti come le Terapie Intensive, e questo
vanificherà gli sforzi di contenimento
4. Pensare che i risultati dei tamponi abbiano una correlazione certa con la clinica e siano necessari
per la diagnosi dei sintomatici – Il quadro sindromico grave è eclatante e si ripete con regolarità : la
combinazione di ipossiemia marcata e alcalosi respiratoria, di addensamenti polmonari interstiziali
mantellari plurimi (riscontrati in Eco, TAC o Rx), e di leucopenia, ha una sensibilità e una specificitÃ
prossima al 100%; fino ad 1/3 delle ARDS correlate a Covid-19 ha tampone naso-faringeo iniziale
negativo. In fase epidemica vincolare la diagnosi alla positività del tampone è un errore.
5. Attendere l’esito del tampone prima di ricoverare/destinare pazienti sintomatici con quadro
sindromico tipico – L’attesa blocca il flusso dei pazienti, che deve essere continuo per consentire la
presa in carico dei nuovi arrivi; la scelta della destinazione a reparti COVID-19 solo sulla base del
tampone è sbagliata (la probabilità pre-test della malattia è altissima nei pazienti con quadro tipico)
6. Ritardare la CPAP nelle gravi interstiziopatie, specie nei maschi giovani – Aspettare un
peggioramento del quadro clinico per iniziare un supporto PEEP è sbagliato
7. Ritardare l’intubazione nei pazienti con ARDS – Lasciare il paziente in ipossia con fatica
respiratoria progressiva è sbagliato
8. Usare una PEEP troppo elevata – Bisogna ossigenare e reclutare, ma anche mantenere la mobilitÃ
diaframmatica
9. Mantenere i pazienti gravi sempre supini – E’ fondamentale pronare prima possibile (anche in O2,
CPAP o NIV) tutti i pazienti che possono farlo
10. Idratare troppo o per nulla e trascurare la nutrizione – Tutti i pazienti hanno molta sete e devono
essere idratati (per evitare ipovolemia e danno renale con albuminuria), evitando il sovraccarico e
assicurando un adeguato apporto calorico a fronte del fabbisogno elevato