Una ricerca italiana apre nuove prospettive nell’esplorazione dell’universo in cui viviamo. Ecco quello che è stato scoperto.
Esiste un luogo in cui la pressione schiaccerebbe un sottomarino e la temperatura fonderebbe il piombo in pochi secondi. In questo luogo unico si nasconde un segreto geologico rimasto celato per decenni.
Un team dell’Università di Trento ha individuato un colossale tunnel scavato nella lava, e lo ha fatto utilizzando dati che risalgono alla vecchia missione Magelan della NASA. La scoperta, pubblicata su Nature Communications, è un tassello importantissimo nella comprensione del vulcanismo e ha lanciato un metodo completamente nuovo per esplorare realtà altrimenti impenetrabili.
La scoperta sensazionale
La scoperta è stata fatta su Venere, pianeta che condivide cn la Terra dimensioni e densità quasi identiche, e sono proprio queste caratteristiche che gli hanno fatto guadagnare il titolo di pianeta “gemello”.
Ma le diversità sono molteplici. L’atmosfera venusiana è composta principalmente da anidride carbonica, ed esercita una pressione novanta volte superiore a quella terrestre. Le temperature superficiali superano i 460 gradi, che sono sufficienti a liquefare metalli come il piombo.

Le caratteristiche uniche – newmicro.it
E come se non bastasse, una coltre fittissima di nubi acide avvolge permanetemente il pianeta, il che rende impossibile l’osservazione diretta della superficie con strumenti ottici tradizionali. Ecco perché tra tutti i pianeti Venere è certo uno di quello più difficili da studiare all’interno del Sistema Solare.
Il radar che vede attraverso le nubi
Per penetrare l’atmosfera opaca di Venere i ricercatori hanno dovuto affidarsi a radar ad apertura sintetica, una tecnologia che funziona emettendo impulsi elettromagnetici verso il suolo e analizzando gli echi di ritorno.
A differenza delle fotocamere, che richiedono luce visibile, il radar attarversa le nubi e rimbalza sulla superficie rocciosa, portando alla luce caratteristiche altrimenti invisibili. Il problema è che interpretare questi segnali richiede competenze specifiche. Servono algoritmi particolari, e soprattutto la capacità di leggere tra le righe di dati ambigui.
Il team italiano ha sviluppato un sistema di analisi innovativo messo a punto attraverso test rigorosi condotti sulla Terra nelle grotte laviche di Lanzarote e delle Hawaii. Qui le condizioni geologiche potevano essere verificate direttamente.
Una volta validata la metodologia, i ricercatori l’hanno applicata alle mappe radar raccolte dalla sonda Magellan negli anni Novanta. E sotto il vulcano Nyx Mons è emersa, inequivocabilmente, la firma di una cavità sotterranea di dimensioni straordinarie. Si tratta di tunnel lavici più grandi di qualsiasi struttura sulla Terra e sono testumonianza di un’attività vulcanica antica e potentissima.
Ciò dimostra che è possibile indagare i segreti interni di ogni pianeta restando in orbita, senza bisogno di lander destinati a sopravvivere solo poche ore in condizioni ambientali davvero proibitive.








