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Stop alle sanzioni: mettiti in regola con i pagamenti elettronici prima della scadenza

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Stop alle sanzioni: mettiti in regola con i pagamenti elettronici prima della scadenza - newmicro.it

Dal 2026 Pos e registratori di cassa dovranno essere collegati: ecco cosa cambia per esercenti e controlli dell’Agenzia delle Entrate.

L’Italia si prepara a una delle modifiche più rilevanti degli ultimi anni nella gestione dei pagamenti elettronici e dei corrispettivi fiscali. Dal 1° gennaio 2026, tutti gli esercenti dovranno associare i dati dei propri terminali Pos ai registratori di cassa telematici, creando un collegamento diretto tra gli incassi dichiarati e i pagamenti effettuati con carte e strumenti digitali.

La novità è prevista dalla Legge di Bilancio 2025 e rappresenta un passaggio centrale nel processo di digitalizzazione fiscale avviato negli ultimi anni. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il contrasto all’evasione fiscale, migliorare la tracciabilità delle transazioni e rendere più immediato il controllo dei flussi economici da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il sistema permetterà infatti di confrontare automaticamente i corrispettivi trasmessi dagli esercenti con i dati provenienti dai gestori dei pagamenti elettronici. Una verifica incrociata che punta a ridurre discrepanze tra incassi reali e dichiarazioni fiscali.

Come funzionerà il collegamento tra Pos e registratore telematico

Le modalità operative sono state chiarite nelle linee guida ufficiali pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, richiamate anche in un recente approfondimento diffuso dal provider di pagamenti myPos.

Il nuovo sistema sarà gestito interamente online attraverso il portale istituzionale nella sezione “Fatture e Corrispettivi”. Gli esercenti dovranno accedere utilizzando le proprie credenziali fiscali e procedere all’associazione dei dispositivi.

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Come funzionerà il collegamento tra Pos e registratore telematico – newmicro.it

All’interno della nuova area digitale, che verrà resa disponibile progressivamente, sarà presente l’elenco dei terminali di pagamento elettronico già comunicati dagli operatori finanziari. Ogni esercente dovrà semplicemente selezionare il Pos in uso e collegarlo al proprio registratore telematico, già censito nei sistemi dell’amministrazione fiscale.

Per le attività che inviano gli scontrini tramite la procedura web dell’Agenzia delle Entrate, l’associazione verrà integrata direttamente nello stesso processo di trasmissione dei corrispettivi giornalieri. Il meccanismo è stato progettato per ridurre passaggi tecnici complessi e limitare interventi manuali continui.

Il principio alla base della riforma è la creazione di una relazione stabile tra pagamento elettronico e documento commerciale emesso, rendendo immediatamente verificabile la coerenza tra quanto incassato e quanto dichiarato. Non si tratta quindi di un nuovo obbligo di pagamento digitale, ma di un sistema di allineamento dei dati già esistenti.

Timori di imprese e commercianti tra costi tecnici e rischio sanzioni

L’introduzione del nuovo obbligo ha però generato preoccupazioni soprattutto tra piccole imprese, commercianti e attività artigianali. I principali dubbi riguardano i possibili costi di aggiornamento tecnologico, la compatibilità tra dispositivi già installati e le nuove piattaforme digitali richieste dalla normativa.

Molti esercenti temono che sistemi Pos o registratori meno recenti possano richiedere aggiornamenti software o sostituzioni hardware. A questo si aggiunge l’incertezza legata alle tempistiche operative e al rischio di sanzioni amministrative in caso di mancato adeguamento entro le scadenze previste.

Secondo gli operatori del settore, uno dei nodi principali resta la disponibilità di supporto tecnico da parte dei fornitori di servizi di pagamento. Strumenti obsoleti o integrazioni non perfettamente funzionanti potrebbero rallentare le operazioni quotidiane, incidendo sulla gestione delle vendite e sui tempi di incasso.

La riforma mira comunque a semplificare la compliance fiscale, riducendo controlli successivi e verifiche manuali. L’incrocio automatico dei dati dovrebbe consentire una gestione più lineare degli obblighi fiscali, evitando errori di comunicazione tra incassi elettronici e corrispettivi trasmessi.

Il passaggio al nuovo sistema segna un ulteriore passo verso un modello fiscale completamente digitale. Dal 2026, la relazione tra pagamento e registrazione fiscale diventerà strutturale, modificando in modo concreto il funzionamento quotidiano di negozi, professionisti e attività commerciali su tutto il territorio nazionale.

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