Fai tornare il tuo parquet in casa come nuovo: il metodo, facile e sicuro, ricorre a una legge chimica e non prevede moltissima acqua
Chi ha un parquet in casa prima o poi se lo chiede: come farlo tornare brillante senza aloni? Quando intervenire, magari dopo una pulizia “andata storta”? E soprattutto: perché tutti insistono sul fatto che serve pochissima acqua?
La scena è spesso la stessa, soprattutto d’inverno. Il legno sembra spento, la luce radente mette in evidenza ogni passata e, in controluce, compaiono righe sottili che prima non si notavano. Si ripassa sopra, convinti di migliorare la situazione, ma il risultato peggiora.
La verità è semplice: il parquet non sopporta gli eccessi. Troppa acqua, detergenti aggressivi, panni fradici. Basta trattarlo come una piastrella e, qualche ora dopo, compaiono strisce e aloni.
Nella maggior parte dei casi le cause sono sempre le stesse, spesso combinate tra loro. La prima è l’acqua in eccesso. Il legno assorbe umidità, si muove impercettibilmente e, quando asciuga, resta il segno della passata. La seconda è il detergente sbagliato o in eccesso. Se è troppo forte o dosato male, lascia una pellicola superficiale che attira polvere e opacizza. La terza è il panno: microfibra scadente, stracci che perdono pelucchi o panni già impregnati di detersivo. Anche questo fa la differenza.
Parquet come nuovo e senza aloni: cosa fare
Se vuoi un parquet uniforme, senza righe e senza aloni, usa poca acqua e strizza il panno alla perfezione. Deve essere umido, non bagnato. Se sollevandolo gocciola, è già troppo. Un trucco semplice? Fai una prova in un angolo, vicino al battiscopa. Passa il panno e osserva quanto impiega ad asciugare. Se dopo 60–90 secondi il pavimento è ancora visibilmente bagnato, stai usando troppa acqua. Fermati e strizza meglio, anche a lavoro iniziato.
Con il parquet conta la manutenzione costante, non il “lavaggio pesante”. Si parte sempre dalla pulizia a secco con aspirapolvere con spazzola specifica per parquet o panno elettrostatico. L’obiettivo è non trascinare granelli sotto il panno umido, perché graffiano.
Poi si passa all’umido, seguendo poche regole chiare:
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Se possibile usa due secchi: uno per sciacquare il panno sporco, uno con acqua pulita. In alternativa cambia l’acqua spesso.
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Utilizza una microfibra di buona qualità, sempre ben strizzata.
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Fai passate regolari, seguendo le venature del legno o comunque senza movimenti disordinati.
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Lavora per piccole zone alla volta, circa due metri quadrati, e poi prosegui.

Come far brillare il parquet – NewMicro.it
Il detergente (con pH neutro) va usato solo se serve e deve essere specifico per parquet, in quantità minima. L’idea del “ne metto un po’ di più così sgrassa meglio” sul legno presenta il conto: residui, patina, aloni. E quella patina si vede soprattutto la sera, con la luce radente di una lampada.
Se gli aloni ci sono già
Quando gli aloni sono visibili, lavare “più forte” quasi sempre peggiora la situazione. Il punto non è insistere, ma rimuovere i residui.
La soluzione più prudente è ripassare con sola pochissima acqua tiepida, usando un panno pulito e cambiandolo spesso. Subito dopo, asciugare con un secondo panno asciutto. È un metodo semplice, quasi vecchia scuola, ma funziona.
Se sospetti un accumulo di detergente, puoi fare una prova con acqua tiepida e una quantità minima di detergente neutro, seguita da un passaggio finale con sola acqua per eliminare ogni residuo. Se il parquet è oliato o ha finiture particolari, è sempre meglio attenersi alle indicazioni del produttore. Non tutti i trattamenti reagiscono allo stesso modo.
Gli errori da evitare
Il primo errore è l’uso del vapore o di sistemi molto bagnati, perché calore e umidità mettono sotto stress le giunzioni e la finitura. Il secondo sono i rimedi improvvisati come aceto, alcool o addirittura sgrassatori da cucina. Magari sembrano risolvere nell’immediato, ma spesso lasciano opacità o rovinano lo strato protettivo.
In inverno evita l’acqua gelida appena presa dal rubinetto. Lo sbalzo termico non aiuta e rallenta l’asciugatura. Meglio acqua tiepida, poca, e finestre socchiuse giusto il tempo necessario, senza creare correnti che portino polvere sul pavimento ancora umido.
Ogni quanto pulirlo (e quando chiamare un professionista)
Per la routine quotidiana basta una pulizia a secco frequente e un passaggio leggermente umido quando necessario, senza accanirsi. Se però compaiono macchie persistenti, un’opacità diffusa o zone che sembrano consumate, non è più una questione di aloni. Potrebbe essere la finitura che si sta deteriorando. In questi casi, prima di peggiorare la situazione con prodotti sbagliati, è meglio rivolgersi a un parquettista per valutare un ritocco o un intervento mirato.








