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Arisa e il grave disturbo con cui lotta da anni: cos’è la tricotillomania

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Arisa al Festival di Sanremo (RaiPlay.it) - Newmicro.it

La cantante Arisa lotta da diversi anni con la tricotillomania, come da lei stesso ammesso qualche anno fa: quali sono i sintomi di questo disturbo

La partecipazione di Arisa al Festival di Sanremo 2026 ha portato sotto i riflettori non solo il suo nuovo brano Magica favola, descritto come un’autobiografia in musica che attraversa esperienze personali e riflessioni intime, ma anche un tema di salute mentale che l’artista ha apertamente affrontato, ovvero la tricotillomania.

La cantante, all’anagrafe Rosalba Pippa, ha rivelato di convivere con questo disturbo da anni, spiegando come esso abbia influenzato anche le sue scelte di immagine, inclusi i frequenti tagli di capelli molto corti. Secondo il racconto pubblicato da The Wom Healthy, la scelta di tagliare spesso la chioma è legata alla necessità di gestire gli impulsi legati alla tricotillomania, che possono manifestarsi con un irrefrenabile bisogno di strappare capelli o peli dal proprio corpo.

Cos’è la tricotillomania di cui soffre Arisa

La tricotillomania, nota anche come disturbo da strappamento di peli o hair pulling disorder, è classificata tra i disturbi mentali comportamentali e rientra nello spettro dei disturbi ossessivo-compulsivi. Non è una semplice abitudine o una questione estetica, ma si tratta di una condizione in cui la persona prova un impulso ricorrente e difficile da controllare a tirare e strappare i propri capelli o peli, spesso in risposta a tensione emotiva, ansia o stress.

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Arisa e il disturbo con cui lotta da anni (@arisamusic) – Newmicro.it

Il gesto di tirare i capelli può riguardare diverse aree del corpo. Più comunemente il cuoio capelluto, ma anche sopracciglia, ciglia, braccia o altre zone. Prima di compiere l’atto, chi ne soffre può avvertire una crescente sensazione di tensione, seguita da un momento di sollievo o gratificazione subito dopo lo strappo. Questo ciclo può diventare difficile da interrompere e generare un comportamento ripetitivo che dura anni.

Dal punto di vista fisico, la tricotillomania può portare alla comparsa di aree diradate o completamente prive di capelli, con conseguenze che vanno dalla semplice perdita di capelli a lesioni cutanee e irritazioni. Queste manifestazioni esterne possono influenzare la percezione di sé e la relazione con gli altri, perché chi ne soffre può provare imbarazzo o vergogna, persino cercando di nascondere le zone colpite con acconciature, cappelli o altri accorgimenti.

Sul piano emotivo, la sensazione di non riuscire a controllare l’impulso può aumentare stress, ansia e frustrazione, con ricadute anche sulla socialità e sulla qualità della vita. È per questo motivo che la divulgazione di esperienze personali, come quella di Arisa, può contribuire a rompere il silenzio e favorire una maggiore comprensione pubblica di disturbi spesso fraintesi o stigmatizzati.

Diagnosi e trattamento

Clinicamente, la diagnosi di tricotillomania si basa sull’osservazione dei comportamenti descritti e sul fatto che tali azioni causano perdita di capelli o disagio significativo, senza che ci siano altre condizioni mediche di base che ne spieghino la causa. La tricotillomania non è un comportamento volontario finalizzato all’estetica: la spinta a strappare i capelli è impulsiva e spesso non pienamente consapevole.

Per gestire questo disturbo vengono impiegate diverse strategie terapeutiche. Tra le più efficaci c’è la psicoterapia cognitivo-comportamentale, in particolare tecniche come il habit reversal training, che aiutano le persone a riconoscere i segnali che precedono lo strappo e a sostituire il gesto con comportamenti alternativi. In alcuni casi, può essere utile il supporto farmacologico o un approccio multidisciplinare che coinvolga psicologi, psichiatri e dermatologi.

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