Sostanziali modifiche in tema assegno di Inclusione e bonus 500€: ecco le novità previste dalla Gazzetta Ufficiale del decreto Pnrr
Nel panorama delle politiche sociali italiane, il 2026 porta con sé una novità che, per molti cittadini e famiglie fragili, può segnare un punto di svolta. Con la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto PNRR, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) non dovrà più essere presentato manualmente dai richiedenti di alcune prestazioni sociali come l’Assegno di Inclusione (ADI) e il Bonus da 500 euro: verrà invece acquisito d’ufficio dalle banche dati pubbliche.
Questa innovazione normativa, che apparentemente può sembrare solo un “taglio alla burocrazia”, in realtà tocca nel profondo le dinamiche di accesso ai sostegni economici più vitali per i nuclei con redditi più bassi. Per effetto delle nuove regole, l’Amministrazione – in particolare l’INPS – potrà verificare i requisiti economici del richiedente senza che quest’ultimo debba allegare un ISEE aggiornato alla domanda: un cambiamento radicale rispetto a un passato recente in cui la mancanza o la scadenza dell’ISEE poteva determinare il rigetto automatico della richiesta o la sospensione del pagamento del beneficio.
Assegno di Inclusione: le nuove soglie ISEE
L’Assegno di Inclusione è la misura che ha sostituito il Reddito di cittadinanza a partire dal 1° gennaio 2024 e si rivolge alle famiglie in condizioni di fragilità economica con determinati requisiti di composizione e reddito. Una delle principali condizioni per ottenerlo è proprio il rispetto della soglia ISEE stabilita per il 2026, fissata a 10.140 euro annui.

Le novità in tema di Assegno di Inclusione – Newmicro.it
Fino a poco tempo fa, quindi, la presentazione dell’ISEE – con tutti i relativi adempimenti tecnici presso i centri di assistenza fiscale o tramite i canali dell’INPS – era un passaggio obbligato e spesso causa di lungaggini e incertezze. Ma con la normativa attuale, l’INPS potrà recuperare i dati necessari tramite la Piattaforma Digitale Nazionale dei Dati (PDND), semplificando l’intero processo di istruttoria.
Questa novità ha un valore che va ben oltre la semplice delega di un obbligo documentale: essa riflette una trasformazione più ampia dell’approccio amministrativo italiano verso le prestazioni sociali, teso a ridurre gli ostacoli alla fruizione dei diritti. In un periodo in cui il costo della vita grava in modo crescente sulle famiglie, ogni semplificazione procedurale può tradursi in migliore accesso ai sostegni economici e in una riduzione degli errori amministrativi.
Come cambia la situazione nel pratico: requisiti e vantaggi
Dal punto di vista dell’esperienza quotidiana dei beneficiari, non sarà più sufficiente “non superare una soglia” bensì sarà necessario che l’INPS riesca a compiere le verifiche in autonomia, combinando dati reddituali, patrimoniali e altri elementi dell’ISEE per definire l’ammissibilità alla prestazione.
Il vantaggio per il cittadino è evidente: meno passaggi da completare, meno errori formali, meno ritardi nell’erogazione dell’Assegno di Inclusione e del bonus ponte da 500 euro, che opera (anche) come contributo per chi ha subito una sospensione del beneficio o come sostegno extra per chi è inserito in percorsi di inclusione socio-lavorativa.
È importante sottolineare che, nonostante l’acquisizione automatica dell’ISEE, il peso economico complessivo dell’indicatore resta fondamentale: l’accesso ai benefici sociali dipende infatti dalle soglie di reddito e patrimonio definite per il 2026.
E nel contesto più ampio del welfare italiano, l’adozione di un ISEE più favorevole a certe categorie – con maggiorazioni per nuclei numerosi o con figli – rimane una leva fondamentale per ampliare la platea dei beneficiari e mitigare gli effetti delle disuguaglianze.
In definitiva, con la riforma in vigore, l’assegno di inclusione e il bonus da 500 euro non sono solo strumenti di sostegno economico: diventano anche simboli tangibili di un sistema che cerca di rendere più efficace l’azione pubblica, meno gravosa per i cittadini e più attenta alle condizioni reali di chi vive situazioni di vulnerabilità economica.








