Un avvistamento a sorpresa nel mare del Salento ha riacceso la necessità di tutelare l’area e estendere l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo
Una foca monaca mediterranea è stata avvistata nei giorni scorsi al largo di Torre Inserraglio, nel Salento. A raccontarlo sono alcuni pescatori. E quell’incontro ha subito riacceso una richiesta che, qui, torna puntuale: tutelare l’area e estendere l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo per difendere una specie che, per decenni, nei mari italiani era data quasi per sparita.
Le prime luci, il mare ancora calmo. Poi, davanti a Torre Inserraglio, vicino all’imbarcazione, affiora una sagoma scura. Grande, silenziosa, lenta nei movimenti. Chi era a bordo lo racconta ancora con incredulità: “All’inizio non ci credevamo”. Perché vedere un esemplare di monachus monachus da queste parti, fino a non molto tempo fa, sembrava roba d’altri tempi.
Foca monaca nel mare salentino: l’allerta dei pescatori
La segnalazione arriva mentre tra operatori e ricercatori si parla sempre più spesso di un ritorno della foca monaca nel basso Adriatico e nello Ionio. Non ci sono numeri certi, né stime consolidate sugli individui in zona. Però i riscontri negli ultimi anni si stanno accumulando, e diventa difficile archiviarli come semplici episodi isolati.
Negli archivi e nei monitoraggi locali, gli avvistamenti e i ritrovamenti degli ultimi anni si addensano tra San Cataldo, Gallipoli, Nardò e Porto Cesareo. Soprattutto dove la costa offre grotte marine utili per il riposo e, forse, anche per la riproduzione. Ed è questo il punto: la foca monaca non è solo di passaggio. Se trova angoli tranquilli, tende a fermarsi.

Foca monaca, l’avvistamento (@comunedinardo Instagram) -Newmicro.it
Secondo la ricostruzione degli enti coinvolti, l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo sostiene da tempo studi lungo le coste del parco naturale regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano. In particolare, sono state indicate due grotte potenzialmente idonee. Nel 2021 è partito anche uno specifico monitoraggio nel tratto da Porto Cesareo a Santa Maria al Bagno, con Ispra e Arpa Puglia, insieme al Comune di Nardò.
L’avvistamento di febbraio rimette al centro una partita che nel territorio va avanti da anni: l’ampliamento del perimetro dell’AMP verso il mare davanti a Porto Selvaggio. A insistere è anche Mino Natalizio, consigliere di amministrazione dell’Area Marina Protetta nominato dal Comune di Nardò, che chiama in causa il Ministero dell’Ambiente e i parlamentari salentini.
“L’avvistamento della foca monaca a Torre Inserraglio è l’ennesima dimostrazione della necessità di ampliare l’AMP di Porto Cesareo e di Nardò al tratto di mare prospiciente il parco”, ha detto Natalizio, chiedendo una “posizione chiara con tempi certi”. Nel suo ragionamento c’è anche un passaggio politico: la richiesta di ampliamento è sul tavolo dal 2006 e, sostiene, gli enti consorziati avrebbero ormai superato le resistenze iniziali, deliberando a favore dell’estensione.







