Se ti hanno bloccato la ricarica dell’Assegno di Inclusione non temere, potrebbe essere una situazione temporanea: andiamo a vedere tutti i casi
A febbraio molti nuclei familiari sono rimasti esclusi dall’Assegno di Inclusione. Sul sito dell’INPS, infatti, non tutti hanno trovato la dicitura ‘pagamento disposto’ bensì altri esiti. Ciò non significa che non vi siano più speranze di ottenere l’importo mensile, perché molte delle posizioni sono in fase di verifica. C’è una sola dicitura per cui non sono previsti recuperi ed è quando compare ‘decaduta’.
In questo caso è venuto meno uno dei requisiti fondamentali come ad esempio la residenza, una variazione del nucleo familiare non compatibile con la misura oppure un incremento reddituale oltre le soglie consentite. Non si tratta di un semplice blocco tecnico, ma della cessazione del diritto. Chi rientra in questa categoria non potrà essere recuperato nelle lavorazioni straordinarie.
Richiesta in evidenza alla sede e controlli ISEE
Tra gli esiti più frequenti compare la voce “Richiesta in evidenza alla sede”. Spesso questa segnalazione è collegata all’inserimento di una nuova invalidità all’interno del nucleo familiare. Quando viene comunicata una variazione di questo tipo, la pratica viene temporaneamente bloccata per consentire alla sede territoriale di effettuare controlli manuali.
Una nuova invalidità, infatti, può incidere sulla scala di equivalenza o sui requisiti richiesti. Per questo è necessaria una verifica amministrativa prima di autorizzare il pagamento. Molte di queste pratiche vengono poi sbloccate nelle lavorazioni straordinarie di marzo.

INPS, stato domanda In evidenza alla sede – Newmicro.it
Le verifiche legate all’ISEE, invece, possono avere conseguenze più incisive. Tra le diciture più ricorrenti si trovano: “Verifica ISEE – Perdita requisito economico per patrimonio mobiliare superiore alle soglie stabilite secondo la composizione del nucleo di cui all’art. 2, co. 2, lett. b), n. 4) D.L. 48/2023 conv. in L. 85/2023”.
In questa circostanza il superamento delle soglie patrimoniali comporta l’esclusione dalla misura. Quando viene meno il requisito economico previsto dal Decreto Legge 48/2023, non ci sono margini per il ripristino automatico.
Verifica ISEE, DSU e ritardi tecnici
Un altro motivo frequente di blocco riguarda la DSU. Le formule che compaiono sono: “Verifica ISEE – Assenza DSU attestata – DSU sottoscritta da confermare”. In questo caso la Dichiarazione Sostitutiva Unica risulta presentata ma non ancora validata correttamente. Finché l’attestazione non è completa, il sistema non può autorizzare l’erogazione. Le cause specifiche possono essere chiarite solo dall’INPS.
Altra dicitura molto diffusa: “Assenza DSU valida”. Qui il problema è di natura temporale. Se l’ISEE è stato rinnovato dopo il 31 gennaio, l’aggancio alle lavorazioni ordinarie di febbraio non era più possibile. L’aggiornamento verrà recepito con le lavorazioni di marzo. In questo caso la ricarica non è persa, ma semplicemente rinviata.
Stato “Sospesa”: accertamenti in corso
Un’ulteriore voce che ha generato preoccupazione è: “Sospesa – Per ulteriori accertamenti dell’Amministrazione o adempimenti da parte del nucleo familiare rispetto al percorso di attivazione”.
Qui la prestazione non è revocata, ma temporaneamente bloccata. Possono essere in corso controlli incrociati oppure verifiche legate agli obblighi previsti dal percorso di attivazione lavorativa o sociale. Finché gli accertamenti non si concludono, il pagamento resta fermo. Se però l’esito sarà positivo, la ricarica potrà essere riconosciuta nelle lavorazioni straordinarie o in quelle di metà marzo.








