Rinnovo della CIE bloccato per i cittadini che hanno superato questa età: tutte le novità del decreto
Il Governo ha messo nero su bianco (con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) un pezzo del decreto Pnrr e semplificazioni: per alcuni cittadini la Carta d’Identità Elettronica (CIE) non avrà più la scadenza “di routine”.
L’obiettivo è chiaro: tagliare i rinnovi e le pratiche allo sportello, alleggerendo una burocrazia che per molti anziani è diventata, semplicemente, un inciampo di tutti i giorni.
CIE “a vita” dopo i 70 anni: da oggi le regole cambiano
La misura prevede che chi ha compiuto 70 anni al momento della richiesta riceva una CIE con validità di 50 anni. Tradotto: per la maggior parte degli interessati è di fatto stop al rinnovo periodico. Finora, invece, bisognava tornare in Comune ogni dieci anni. Prima ancora, spesso, bisognava riuscire a prenotare online. Ed è lì che, per molti, iniziavano i guai.
Il provvedimento sta dentro il Decreto-legge PNRR e semplificazioni: è già valido, ma dovrà essere convertito dal Parlamento nei tempi previsti. In quel passaggio il testo può anche essere limato. Per ora, però, la cornice è questa.
La novità riguarda solo le CIE rilasciate a partire dal 30 luglio 2026. Fino ad allora si va avanti con le regole di sempre e il documento mantiene la scadenza decennale. La linea è netta, senza scappatoie: per ottenere la nuova CIE over 70 bisognerà fare domanda dal 30 luglio in poi e avere già compiuto 70 anni al momento della richiesta. Solo allora scatta la validità cinquantennale.
In questo momento restano fuori le carte già rilasciate prima del 30 luglio 2026: quelle continuano con la durata standard e, alla scadenza, andranno rinnovate se si vuole un documento valido.
Niente “aggiornamento automatico” di quelle già in tasca. In pratica, chi oggi ha 74 anni e una carta che scade nel 2027 non vedrà sparire la data dall’oggi al domani. Dovrà arrivare al rinnovo e, se lo farà dopo la data indicata, potrà ottenere la nuova CIE con durata di 50 anni.
La norma conferma un dettaglio che per molte famiglie conta eccome: la nuova Carta d’Identità Elettronica resta valida per l’espatrio, come i modelli attuali. E continua a essere accettata per servizi pubblici e privati che chiedono un documento in corso di validità.
Sul fondo ci sono anche i requisiti europei e le caratteristiche tecniche della CIE. Nella vita di tutti i giorni — dalla raccomandata alle pratiche in banca — il gesto è lo stesso. Cambia solo quante volte si sarà costretti a ripeterlo.
Rinnovo dopo 10 anni, ma solo se serve: perché resta previsto
C’è poi un passaggio più tecnico, ma importante: il titolare potrà chiedere comunque un rinnovo dopo dieci anni dal rilascio. Non perché la carta “scada”, ma per aggiornare il certificato di autenticazione digitale legato alla CIE, quello che serve per alcune funzioni dei servizi online della Pubblica amministrazione.
Detta senza giri di parole (come ha confidato un impiegato anagrafico di un grande Comune del Nord, tra una pratica e l’altra): “La carta dura, ma la parte digitale può avere bisogno di aggiornamenti. Se uno non usa i servizi online, magari non se ne accorge nemmeno”.








