Brutta sorpresa per una specifica categoria di lavoratori che a marzo riceverà uno stipendio più basso di 200 euro: chi sono gli sfortunati
Alcuni se ne sonoo accorti venerdì 27 febbraio 2026. Entrando su NoiPA, da casa o dalle segreterie, è comparso uno stipendio di marzo più basso rispetto a gennaio. In diversi casi la differenza sfiora circa 200 euro netti. Non è un taglio alla paga base: pesa l’effetto insieme di fine dell’una tantum del CCNL e ripresa delle addizionali IRPEF.
La voce “importo netto” su NoiPA, controllata a fine febbraio, ha fatto scattare l’allarme tra molti dipendenti della scuola. “Mi mancano quasi duecento euro, ho pensato a un errore”, racconta una docente di scuola media di Bologna, sentita in mattinata. Intanto, tra gruppi d’istituto e chat sindacali, il tam tam è andato avanti per ore.
Il calo colpisce anche per un motivo semplice. Arriva dopo mesi in cui i cedolini erano stati più alti del solito, grazie a voci extra e conguagli. Ora, invece, si torna alla normalità. E la normalità, sul netto, si sente.
Dalle prime verifiche (in attesa delle voci di cedolino complete) la spiegazione ruota attorno a due passaggi noti: sparisce un importo legato al contratto e tornano trattenute fiscali che, ogni anno, si ripresentano.
Docenti e ATA: i motivi dello stipendio più basso
Il primo motivo è la fine dell’una tantum legata al rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024. A febbraio era comparsa come voce a parte nel cedolino ordinario. Era un pagamento una tantum, appunto. E adesso non c’è più.
Gli importi di riferimento del mese scorso erano: 111,70 euro lordi per i docenti e 270,70 euro lordi per il personale ATA. Sul netto la cifra cambia da persona a persona, tra detrazioni e situazione fiscale. Ma l’effetto è immediato: tolta quella voce, lo stipendio di marzo scende.
Il secondo fattore riguarda le trattenute fiscali. In particolare le addizionali regionali e comunali IRPEF, che da febbraio ripartono con le rate mese per mese. Qui le differenze tra colleghi possono essere anche importanti: contano regione, comune di residenza e soprattutto reddito complessivo.
Un’assistente amministrativa di un istituto superiore di Roma la riassume così: “Ogni anno è la stessa storia, a un certo punto ripartono le addizionali e lo stipendio scende”. Ed è proprio la somma dei due fattori, assenza dell’una tantum e addizionali IRPEF, che spiega perché, in vari casi, il calo arrivi vicino a 150-200 euro rispetto al cedolino precedente.
Al momento non risulta un taglio dello stipendio tabellare. Il netto più basso dipende da voci temporanee e da trattenute che tornano ciclicamente. Per capire la propria situazione, senza andare a intuito, conviene aspettare il cedolino completo e controllare su NoiPA le sezioni “Competenze” e “Ritenute”. È lì che si vede, nero su bianco, quanto incidono le addizionali IRPEF e quale voce è sparita rispetto al mese scorso.







