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Partono i controlli INPS, devi restituire 10.000 euro se hai fatto questo errore: che mazzata

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Famiglie, la richiesta dell'INPS è salatissima (www.newmicro.it)

Fate molta attenzione ai controlli INPS, se avete fatto un errore in particolare potrebbe mettersi veramente male.

Il bonus asilo nido è uno strumento di sostegno che è stato introdotto con la Legge 232 del 2016 per aiutare le famiglie con figli di età inferiore ai tre anni. Le famiglie che rientrano nei requisiti previsti possono usufruire di un contributo per le spese legate all’iscrizione a un asilo nido, che sia pubblico o privato, ma solo se quest’ultimo è regolarmente autorizzato.

Il caso che sta scuotendo l’opinione pubblica riguarda alcune famiglie che hanno ricevuto la richiesta di restituire il bonus asilo nido ricevuto, per un importo che arriva fino a 10.000 euro. Il motivo? L’asilo nido dove i bambini erano iscritti non risultava essere in regola con le autorizzazioni necessarie. Un errore che ha colto di sorpresa i genitori, che si sono visti accusare di aver percepito indebitamente il bonus.

La vicenda delle famiglie coinvolte e la risposta dell’INPS

Tutto ha avuto inizio con la chiusura a novembre 2025 dell’asilo privato “Nuovo Mondo” di Torino, dedicato ai servizi per l’infanzia. Nonostante la struttura operasse da anni, i controlli effettuati dall’Asl e dalla Polizia municipale hanno rilevato che l’asilo non fosse in possesso delle necessarie autorizzazioni, il che ha portato alla sua immediata chiusura.

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Qual è stata la decisione finale (www.newmicro.it)

Nel corso dell’anno, i genitori che avevano versato le rette per il servizio e che avevano ricevuto il bonus, sono stati informati dall’INPS della necessità di restituire le somme già versate, in quanto l’asilo non risultava essere conforme alle normative. Alcuni genitori si sono visti chiedere anche somme ingenti, che in alcuni casi superavano i 10.000 euro.

Il caso è diventato ancora più delicato a seguito di una risposta dell’INPS inviata a una madre, in cui veniva citato il proverbio “fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio“. Questo tono, giudicato inappropriato dai genitori, ha sollevato forti polemiche. L’istituto, infatti, ha suggerito che i genitori avrebbero dovuto verificare meglio la situazione dell’asilo prima di fare domanda per il bonus. Un passaggio che ha alimentato l’indignazione, dato che non esiste un registro facilmente accessibile per controllare le autorizzazioni delle strutture.

Le spiegazioni dell’INPS e la restituzione dei fondi

Dopo le numerose lamentele, l’INPS ha spiegato che i servizi per l’infanzia sono gestiti a livello comunale e che spetta ai genitori dichiarare che la struttura in cui il bambino è iscritto sia regolare. Se la struttura non è conforme, l’INPS sospende l’erogazione del bonus asilo nido e chiede la restituzione delle somme. Il tutto avviene in seguito ai controlli effettuati a posteriori. Tuttavia, dopo aver esaminato il caso, l’INPS ha riconosciuto la buona fede delle famiglie coinvolte e ha deciso di non procedere con il recupero delle somme già versate.

L’aspetto che più ha colpito le famiglie è stato il disagio che questo errore ha causato. Da un giorno all’altro, molti genitori si sono ritrovati senza un servizio essenziale per la cura dei propri figli, con enormi difficoltà nel trovare un’alternativa a metà anno scolastico. Questo ha creato un grande caos, soprattutto per chi non aveva la possibilità di iscrivere il proprio bambino in altre strutture, già sovraffollate.

La vicenda ha messo in evidenza anche la difficoltà per i genitori di comprendere come controllare l’affidabilità di una struttura privata e come tutelarsi di fronte a queste situazioni.

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