Salute e Benessere

Caffè, forse ne stiamo bevendo troppi? Quant’è il limite massimo secondo la scienza (e cosa si rischia)

Caffeina dal caffè e da altri prodotti
Quanti caffè bere al giorno - Newmicro.it

Il caffè è una delle bevande più consumate in Italia. Spesso, però, viene sottovalutato il problema riguardo la quantità complessiva di caffeina assunta durante la giornata.

La caffeina è una sostanza stimolante che agisce sul sistema nervoso centrale. Migliora temporaneamente l’attenzione, riduce la sensazione di stanchezza e aumenta lo stato di vigilanza. Proprio per questo il consumo tende ad accumularsi nel corso della giornata.

La domanda, a un certo punto, diventa inevitabile: quanto caffè può essere consumato senza effetti indesiderati?

Diversi organismi scientifici internazionali hanno definito livelli di assunzione considerati generalmente sicuri per la popolazione adulta. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), ad esempio, indica circa 400 milligrammi di caffeina al giorno come quantità che non comporta rischi per un adulto sano.

Questa quantità corrisponde approssimativamente a quattro o cinque caffè espresso, anche se il contenuto di caffeina può variare in modo rilevante. Dipende dal tipo di miscela, dal grado di tostatura e dal metodo di preparazione.

Un espresso contiene mediamente tra 60 e 80 milligrammi di caffeina.

Il superamento occasionale di queste quantità non comporta necessariamente effetti immediati, ma un consumo elevato e continuativo aumenta la probabilità di alcune reazioni fisiologiche.

Cosa succede se beviamo troppi caffè

La caffeina agisce stimolando il sistema nervoso centrale e influenzando il sistema cardiovascolare. Gli effetti più comuni associati a un consumo elevato riguardano soprattutto agitazione, nervosismo e aumento della frequenza cardiaca. In alcune persone può comparire anche una sensazione di irrequietezza o difficoltà di concentrazione. La caffeina può aumentare temporaneamente la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa.

Caffè al bar

Caffeina dal caffè e da altri prodotti – Newmicro.it

Un altro aspetto spesso osservato riguarda il sonno. La caffeina può restare nell’organismo per diverse ore e interferire con la qualità del riposo notturno. Bere caffè nel tardo pomeriggio o alla sera può quindi ridurre la profondità del sonno o rendere più difficile l’addormentamento, soprattutto nei soggetti più sensibili.

La tolleranza alla caffeina non è identica per tutti. Alcune persone metabolizzano questa sostanza più rapidamente, mentre altre la smaltiscono con maggiore lentezza. Questa differenza dipende in parte da fattori genetici che influenzano il funzionamento degli enzimi epatici responsabili del metabolismo della caffeina. Chi metabolizza la caffeina più lentamente può avvertire effetti anche con quantità moderate.

Anche le abitudini di consumo hanno un ruolo. Chi consuma caffè regolarmente tende a sviluppare una certa tolleranza agli effetti stimolanti, anche se la caffeina continua comunque ad agire sull’organismo.

La caffeina non arriva solo dal caffè

Quando si valuta il consumo di caffeina spesso si pensa esclusivamente al numero di tazzine bevute durante la giornata. In realtà questa sostanza è presente anche in altri alimenti e bevande. Il tè, alcune bevande energetiche, il cioccolato e diverse bibite contengono quantità variabili di caffeina. Anche se le dosi sono inferiori rispetto al caffè, possono contribuire al totale giornaliero.

Per questo motivo la quantità complessiva di caffeina assunta durante la giornata può essere più alta di quanto si pensi. Il consumo di caffè resta compatibile con uno stile di vita equilibrato per la maggior parte delle persone. Tuttavia la quantità totale di caffeina, soprattutto quando si sommano diverse fonti, può diventare più alta di quanto si immagini.

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