La farmacia continua a essere uno dei presidi sanitari più presenti e riconoscibili nella vita quotidiana degli italiani. Non solo un luogo dove ritirare medicinali ma uno spazio in cui chiedere consigli, monitorare piccoli problemi di salute e spesso trovare un primo orientamento quando qualcosa non va. I dati emersi dal rapporto Censis-Federfarma sulla sanità di prossimità fotografano una realtà molto chiara: la farmacia è ancora uno dei pilastri più vicini ai cittadini dentro il sistema sanitario.
Il quadro che emerge racconta di un rapporto molto solido tra farmacisti e popolazione. In un periodo in cui il Servizio sanitario nazionale vive cambiamenti profondi e non sempre facili da gestire, la farmacia continua a rappresentare un punto stabile nel territorio.
Secondo il rapporto, oltre il 76% degli italiani considera la farmacia un presidio sociosanitario integrato nel sistema pubblico e non soltanto un luogo di distribuzione dei farmaci. È un dato che dice molto sul ruolo che queste strutture hanno assunto negli anni.
Un rapporto di fiducia costruito nel tempo
Il dato più evidente riguarda la fiducia. Più del 90% dei cittadini dichiara di fidarsi del farmacista e molti italiani mantengono nel tempo un rapporto continuativo con lo stesso punto vendita. Oltre il 70% delle persone si reca infatti sempre nella stessa farmacia.
Questo legame nasce anche dalla frequenza dei contatti. Circa sette italiani su dieci entrano in farmacia almeno una volta al mese e una parte non trascurabile lo fa addirittura ogni settimana. Non sempre per acquistare farmaci prescritti ma spesso per chiedere informazioni su piccoli disturbi o chiarimenti su terapie già in corso.
Il farmacista diventa così una figura facilmente accessibile nel sistema sanitario, soprattutto quando ottenere una visita medica richiede tempi più lunghi. Secondo i dati del rapporto oltre il 64% dei cittadini chiede direttamente al farmacista consigli su disturbi comuni, un comportamento ormai diffuso in molte fasce della popolazione.
La farmacia come primo presidio della sanità territoriale
Il contesto sanitario italiano sta cambiando rapidamente. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche stanno spostando sempre più l’attenzione verso l’assistenza territoriale. In questo scenario le farmacie diventano un avamposto sanitario di prossimità. Il rapporto Censis indica che oltre l’80% degli italiani le considera un riferimento essenziale nel proprio territorio e quasi tutti le ritengono un servizio indispensabile per la comunità.
Il Ministero della Salute negli ultimi anni ha puntato molto proprio su questo modello. La cosiddetta “farmacia dei servizi” nasce con l’obiettivo di integrare le farmacie nel sistema sanitario territoriale offrendo prestazioni che vanno oltre la semplice dispensazione dei farmaci.
Molti cittadini hanno già sperimentato questi servizi. Misurazione della pressione, prenotazione di visite ed esami, piccoli screening diagnostici o servizi di telemedicina stanno diventando sempre più frequenti in farmacia.Secondo il rapporto, la consegna dei farmaci a domicilio per persone fragili è uno dei servizi più apprezzati, seguito dalla possibilità di effettuare controlli rapidi come la misurazione della pressione o alcuni esami di base.
Un aiuto concreto per ridurre la pressione sugli ospedali
Una parte importante dei cittadini vede nella farmacia anche uno strumento per alleggerire il lavoro di medici e ospedali. Quasi otto italiani su dieci ritengono che le farmacie aiutino a ridurre la pressione sulle strutture sanitarie.
Un esempio concreto riguarda la distribuzione dei farmaci che in passato potevano essere ritirati solo negli ospedali o nelle aziende sanitarie locali. Sempre più medicinali vengono oggi distribuiti anche attraverso le farmacie territoriali.
Secondo il rapporto, oltre il 93% dei cittadini apprezza questo sistema perché riduce gli spostamenti e accorcia i tempi di attesa. Il vantaggio è particolarmente evidente per le persone anziane o per chi vive in aree rurali dove raggiungere un ospedale può richiedere tempo e organizzazione.
Anche la gestione delle malattie croniche può trarre beneficio da questa vicinanza. Molti pazienti assumono più farmaci contemporaneamente e la continuità del rapporto con il farmacista può aiutare a seguire meglio le terapie nel tempo.
Servizi sanitari più vicini ai cittadini
Il modello della farmacia dei servizi è ancora in fase di sviluppo e molti cittadini chiedono un ulteriore ampliamento delle prestazioni disponibili.
Secondo il rapporto Censis-Federfarma quasi il 90% degli italiani vorrebbe una maggiore collaborazione tra farmacisti, medici e altri professionisti della salute. L’idea è quella di costruire una rete territoriale più integrata, capace di accompagnare i pazienti soprattutto nelle situazioni croniche.
Un’altra richiesta riguarda il rafforzamento delle attività di prevenzione. Screening, monitoraggi periodici e consulenze sanitarie sono servizi che molti cittadini vedono sempre più vicini al ruolo della farmacia.
In Italia esistono circa 20 mila farmacie distribuite in modo capillare sul territorio, una rete che secondo diversi osservatori rappresenta una delle infrastrutture sanitarie più diffuse e facilmente accessibili.








