Salute e Benessere

Microonde e rischi oncologici, c’è correlazione? Facciamo chiarezza

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Quali rischi comporta l'uso del microonde - Newmicro.it

Finalmente la scienza è pronta a dare una risposta definitiva sul rapporto tra uso del microonde e i rischi oncologici che ne possono derivare

Per anni attorno ai forni a microonde si sono accumulate paure, miti e convinzioni infondate, spesso alimentate da un uso improprio del termine “radiazioni”. Un nuovo approfondimento scientifico chiarisce finalmente cosa accade davvero agli alimenti durante la cottura e perché non esiste alcun legame tra microonde e cancro.

Il funzionamento del microonde si basa sull’interazione tra campi elettromagnetici e molecole d’acqua o grassi presenti negli alimenti, che iniziano a vibrare generando calore. Questo processo non rende il cibo radioattivo, perché l’energia coinvolta non è sufficiente a ionizzare la materia o alterarne la struttura subatomica.

Microonde, i veri effetti delle radiazioni

Le microonde utilizzano infatti radiazioni a radiofrequenza, caratterizzate da un livello energetico molto basso, incapace di modificare la struttura del DNA umano. Solo le radiazioni ad alta energia, come raggi X, gamma e parte degli ultravioletti, possiedono potere ionizzante e possono indurre mutazioni genetiche.

Gli studi disponibili, condotti nell’arco di decenni, confermano che non esiste alcuna evidenza di rischi oncologici associati all’uso domestico del microonde, purché l’apparecchio sia integro e correttamente schermato. La tecnologia è infatti in uso dagli anni Quaranta e la lunga osservazione epidemiologica ha permesso di escludere correlazioni con l’insorgenza di tumori.

Dal punto di vista nutrizionale, la cottura al microonde può addirittura preservare meglio alcune vitamine rispetto ai metodi tradizionali. Poiché molti alimenti cuociono rapidamente e senza aggiunta d’acqua, la dispersione dei nutrienti risulta inferiore rispetto alla bollitura o alla cottura prolungata.

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I rischi del microonde – Newmicro.it

Verdure e pesce, ad esempio, mantengono una quota maggiore di micronutrienti quando vengono riscaldati con questo sistema, rendendolo un metodo efficace e pratico. Il vero rischio legato al microonde riguarda invece la sicurezza alimentare e la salubrità degli alimenti cotti o riscaldati.

La temperatura raggiunta dagli alimenti può essere inferiore rispetto a quella ottenuta con cotture classiche, lasciando sopravvivere batteri o tossine presenti in cibi conservati troppo a lungo. Il problema riguarda soprattutto pietanze non fresche o riscaldate più volte, che possono mantenere una carica batterica elevata se non portate a temperature adeguate.

Gli esperti raccomandano quindi di utilizzare un termometro alimentare e assicurarsi che il cibo raggiunga almeno 74 °C, soglia indicata dai CDC per la sicurezza microbiologica. Un altro aspetto da non sottovalutare è la pulizia dell’apparecchio, schizzi e residui non rimossi possono favorire la proliferazione di microrganismi.

Il microonde non rappresenta un pericolo oncologico, ma richiede attenzione nella conservazione degli alimenti e nella corretta igiene dell’apparecchio. Usato in modo appropriato, rimane uno strumento pratico, veloce e nutrizionalmente valido, garantendo un uso sicuro nel tempo quando mantenuto correttamente.

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