La vitamina D, affinché non si annullino gli effetti, va presa in un preciso momento della giornata: di quale si tratta
La vitamina D non è un semplice integratore: è un pro-ormone essenziale per la salute delle ossa, il sistema immunitario, il metabolismo e molte altre funzioni biologiche. Tuttavia, nella pratica quotidiana molte persone si chiedono se esista un orario “migliore” della giornata per assumerla. La risposta degli esperti è più sfumata di quanto si possa pensare.
Dal punto di vista biochimico, la vitamina D è una vitamina liposolubile: questo significa che si scioglie nei grassi e viene assorbita meglio quando è presa durante un pasto che contiene una certa quantità di lipidi. La quantità di grassi presenti nel cibo è più importante dell’ora dell’assunzione sul quadrante dell’orologio.
Il miglior momento per assumere vitamina D
Non esiste un momento universalmente “perfetto” per assumere vitamina D, ma alcuni fattori possono aiutarti a scegliere quello più adatto a te. Poiché la vitamina D si assorbe meglio con i grassi, prenderla con il pranzo o la cena facilita il suo passaggio nell’organismo. È infatti il pasto che di solito contiene più grassi rispetto ad una semplice colazione leggera.
Alcune persone riferiscono di sperimentare un leggero disagio del sonno quando assumono l’integratore di sera, probabilmente a causa dell’interazione tra vitamina D e ormoni come la melatonina. Per questi individui, spostare l’assunzione alla mattina o a pranzo può essere utile.

Il miglior momento per assumere Vitamina D – Newmicro.it
La priorità clinica per l’efficacia della vitamina D è assumerla regolarmente ogni giorno, piuttosto che scegliere un orario specifico. Creare un’abitudine – ad esempio prenderla sempre durante lo stesso pasto – aiuta a non dimenticarla.
L’assorbimento della vitamina D dipende dalla presenza di grassi sani nel cibo. Alcuni esempi utili da includere nel pasto sono:
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olio extravergine d’oliva
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avocado
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frutta secca (noci, mandorle)
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yogurt o latte intero
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pesce grasso (salmone, sgombro)
Assumerla a stomaco vuoto o con pasti poveri di grassi può ridurre l’assorbimento e quindi l’efficacia del supplemento.
Qual è il valore ottimale nel sangue
Il parametro di riferimento per valutare lo stato della vitamina D nell’organismo è la 25-idrossivitamina D (25-OH vitamina D), la forma che si misura attraverso un semplice esame del sangue. Questo valore permette di capire se l’apporto e la sintesi cutanea sono sufficienti a garantire un corretto equilibrio del metabolismo del calcio e della salute ossea.
In generale, si considera adeguato un livello compreso tra 30 e 50 ng/mL (nanogrammi per millilitro). Quando la concentrazione scende sotto i 20 ng/mL si parla di carenza vera e propria, una condizione che può associarsi a fragilità ossea, maggiore rischio di fratture, debolezza muscolare e, nei casi più marcati, alterazioni del metabolismo del calcio. Valori tra 20 e 30 ng/mL indicano invece una situazione di insufficienza: non si tratta di una carenza grave, ma i livelli non sono ottimali per garantire tutti i benefici attribuiti alla vitamina D.
Superare stabilmente i 60–70 ng/mL non offre vantaggi aggiuntivi documentati nella popolazione generale e, se si arriva oltre i 100 ng/mL, si entra in un’area potenzialmente a rischio di tossicità. In queste situazioni può comparire un eccesso di calcio nel sangue, con sintomi come nausea, stanchezza, disturbi renali e, nei casi più seri, complicanze cardiovascolari. È per questo che l’integrazione dovrebbe sempre essere proporzionata ai valori ematici e monitorata nel tempo.
Va inoltre ricordato che il “valore ottimale” non è identico per tutti. Persone anziane, soggetti con osteoporosi, donne in gravidanza o individui con malattie che interferiscono con l’assorbimento intestinale possono avere indicazioni leggermente diverse, definite dal medico sulla base del quadro clinico complessivo. L’esame del sangue rimane quindi lo strumento più affidabile per personalizzare la terapia ed evitare sia carenze sia eccessi, mantenendo la vitamina D in un intervallo realmente benefico per l’organismo.








