Salute e Benessere

Vitamina K2 MK-7 sempre più ‘famosa’, ma è davvero così speciale? Ecco a cosa serve

La scoperta della vitamina K risale agli anni ‘30 del XX secolo, quando il biochimico danese Henrik Dam osservò
Benefici vitamina K(www.newmicro.it)

La vitamina K ha un ruolo vitale nel nostro organismo perché svolge un ruolo chiave nella coagulazione del sangue.

La scoperta della vitamina K risale agli anni ‘30 del XX secolo, quando il biochimico danese Henrik Dam osservò, durante un esperimento sui polli, che una dieta priva di colesterolo portava alla morte degli animali per emorragie interne.

Dopo approfondite ricerche, Dam scoprì che una sostanza ignota nella loro alimentazione era fondamentale per la coagulazione del sangue, una scoperta che gli valse il Premio Nobel per la Medicina nel 1943.

Non solo un tipo di vitamina, ma una famiglia

La vitamina K non è una singola molecola, bensì un gruppo di sostanze affini, che comprendono la vitamina K1, K2 e K3, ognuna con caratteristiche chimiche proprie ma unite da una struttura comune.

La forma principale, la vitamina K1 (fillochinone), proviene dalle piante ed è prevalentemente associata al processo di fotosintesi. È la forma più comune nella dieta, essendo presente in abbondanza in verdure a foglia verde come spinaci, broccoli e cavoli. La vitamina K1 rappresenta anche la forma di vitamina K che più facilmente viene assimilata dal nostro organismo, per cui la carenza di questa forma è rara, se non in casi di malassorbimento o carenze nutrizionali specifiche.

La vitamina K2 (menachinone), che si trova in alimenti di origine animale e in alcuni alimenti fermentati come formaggi stagionati e il natto, una tipica preparazione giapponese di soia fermentata, ha assunto negli ultimi anni un ruolo di crescente interesse, grazie alla sua azione benefica sulla salute delle ossa e sul sistema cardiovascolare.

Infine, la vitamina K3 (menadione) è una forma sintetica della vitamina K che, pur non essendo generalmente utilizzata come supplemento alimentare, è stata studiata per il suo possibile ruolo come antiossidante e agente antitumorale.

Anche se la vitamina K è liposolubile, cioè si scioglie nei grassi, l’efficacia del suo assorbimento dipende dalla presenza di alimenti grassi nella dieta.

Assorbimento e fonti alimentari (www.newmicro.it)

Anche se la vitamina K è liposolubile, cioè si scioglie nei grassi, l’efficacia del suo assorbimento dipende dalla presenza di alimenti grassi nella dieta. Questo è un aspetto importante: anche se mangiamo verdure ricche di vitamina K, il nostro organismo non sarà in grado di assorbirla efficacemente se non consumiamo anche fonti di grassi, come oli vegetali, frutta secca, latticini o carni grasse. Quindi, per garantire una corretta assimilazione della vitamina K, è importante abbinare questi alimenti in un pasto equilibrato.

Un ulteriore aspetto positivo della vitamina K è che una carenza è relativamente rara nei Paesi sviluppati, a meno che non ci siano problematiche digestive o particolari disturbi legati all’assorbimento intestinale. Per chi non assume una dieta ricca di alimenti contenenti vitamina K, possono essere utili gli integratori, soprattutto per quanto riguarda la forma K2.

Il ruolo della vitamina K nella coagulazione del sangue

La vitamina K gioca un ruolo fondamentale nella coagulazione del sangue. Senza di essa, il nostro corpo non sarebbe in grado di formare coaguli per fermare le emorragie, condizione che può portare a gravi rischi per la salute. Tuttavia, non è solo il processo di coagulazione a trarre beneficio dalla vitamina K. Recenti studi hanno dimostrato che questa vitamina aiuta anche a mantenere la salute delle ossa, prevenendo l’osteoporosi e la calcificazione delle arterie.

La vitamina K è quindi essenziale per la salute e per il benessere generale, contribuendo a mantenere il nostro sistema cardiovascolare sano e riducendo il rischio di fratture ossee. Inoltre, un altro ruolo importante della vitamina K2 riguarda l’integrazione del calcio nelle ossa, e la sua azione contribuisce anche a prevenire il rischio di aterosclerosi.

La carenza di vitamina K è legata alla difficoltà di coagulazione del sangue, che può portare a emorragie o lividi anomali, mentre un’eccessiva assunzione della vitamina, seppur rara, non sembra avere effetti collaterali significativi per la salute, ad eccezione di chi assume farmaci anticoagulanti. Per questi pazienti, un eccesso di vitamina K potrebbe ridurre l’efficacia di questi farmaci.

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