Il Dry January continua a guadagnare consenso come pratica di benessere personale e collettiva, proponendo un mese di pausa dall’alcol che va oltre la semplice astinenza, trasformandosi in un’occasione di riscoperta sensoriale e culturale.
In questo contesto si inserisce un abbinamento innovativo e sorprendente che sta conquistando Milano: la combinazione tra kombucha e pizza gourmet, un incontro che unisce tradizione e contemporaneità in un’esperienza gustativa unica.
Nato come un esperimento personale per molti, si è ormai consolidato come un vero e proprio fenomeno sociale e culturale, capace di influenzare anche il modo di vivere la convivialità a tavola.
Il Dry January e la nuova cultura del bere consapevole
Non si tratta semplicemente di rinunciare all’alcol, ma di esplorare nuovi equilibri tra benessere e piacere. I benefici di questa pausa si traducono in maggiore energia, lucidità mentale e un senso di leggerezza diffusa, elementi che spingono sempre più persone a partecipare con entusiasmo anche negli anni successivi alla sua nascita.
In particolare, l’interesse verso bevande alternative e salutari come la kombucha è cresciuto in modo significativo. La kombucha, nota per le sue proprietà probiotiche e il sapore leggermente acidulo e frizzante, si presta a diventare un eccellente sostituto dell’alcol nelle occasioni di socialità, offrendo un accompagnamento versatile e sfizioso.
Nel cuore di Milano, la pizzeria Giolina propone un’esperienza gastronomica che incarna perfettamente questo nuovo modo di intendere il bere e il mangiare insieme. Forketters, progetto fondato dalle giornaliste enogastronomiche Anna Prandoni e Chiara Buzzi, ha promosso il Dry January coinvolgendo numerosi locali del Nord Italia con l’obiettivo di raccontare il cibo come esperienza culturale e conviviale, nonché contemporanea.

Ecco a cosa puoi abbinarla – www.newmicro.it
Durante una serata dedicata a questa filosofia, è stato possibile degustare un menu che mette in dialogo quattro diverse varietà di pizza con altrettante tipologie di kombucha, valorizzando l’equilibrio tra i sapori e la freschezza delle bevande fermentate. Tra le proposte più apprezzate si distingue la pizza al padellino, soffice e fragrante, con crema di quattro pomodori arrostiti, parmigiano vegano e germogli di basilico fresco, accompagnata dalla kombucha “dell’orto”, aromatica e vegetale, che ne esalta la dolcezza e la complessità.
Una vera e propria opera d’arte è rappresentata dalla pizza con crema di hummus di ceci, pomodorini datterini alla brace, briciole di formaggio vegano, nocciole piemontesi tostate, foglie di senape rossa e olio extravergine d’oliva, abbinata alla Legend Kombucha, che ne amplifica la ricchezza gustativa con il suo carattere aromatico.
Accanto alla kombucha, un ruolo emergente è giocato anche dal Kombwine, una bevanda che si presenta come “vino naturalmente senza alcol”. Ricavato da uve selezionate e sottoposto a vinificazioni tradizionali, il Kombwine mantiene intatta la complessità aromatica del vino classico, offrendo però un’esperienza analcolica fresca, espressiva e di grande personalità. Questo prodotto rappresenta una frontiera innovativa nel mondo delle bevande, capace di soddisfare chi desidera vivere il rituale del vino senza rinunciare al benessere.
Il lavoro di ricerca e sperimentazione che accompagna queste proposte ha dato vita a un modo nuovo di vivere la tavola, dove la scelta del bere diventa parte integrante del piacere gastronomico, senza compromessi tra gusto e salute. L’incontro tra pizza e kombucha, supportato da iniziative come quelle di Forketters, testimonia un’evoluzione culturale che mette al centro l’esperienza sensoriale, la sostenibilità e la convivialità consapevole.








