Curiosità

L’avvertimento di Elon Musk fa tremare il mondo: “C’è il 20% di probabilità che..”

la rapida evoluzione delle tecnologie
Il ruolo di Elon Musk e il suo allarme sull’Intelligenza Artificiale(fomte_Raiplay.it)(www.newmicro.it)

Elon Musk, imprenditore di fama mondiale e figura chiave nel panorama tecnologico globale, ha recentemente rilanciato un allarme.

Nel corso di un evento dedicato al futuro della tecnologia, Musk ha espresso preoccupazioni significative sul possibile impatto dell’IA sull’umanità, stimando una probabilità tra il 10 e il 20% che questa possa rappresentare una minaccia esistenziale per il genere umano. Queste dichiarazioni arrivano in un momento cruciale, con la rapida evoluzione delle tecnologie di intelligenza artificiale e l’espansione degli investimenti da parte dei colossi tecnologici.

Elon Reeve Musk, nato a Pretoria nel 1971, è oggi riconosciuto come l’uomo più ricco del mondo con un patrimonio stimato oltre i 775 miliardi di dollari. Musk è noto per i suoi molteplici ruoli di leadership in aziende di rilievo come SpaceX, Tesla, Neuralink e X (ex Twitter). La sua influenza si estende anche nel campo delle neurotecnologie e dello sviluppo di infrastrutture spaziali, con progetti come Starlink che mirano a portare connettività globale tramite una costellazione di satelliti.

Durante il seminario intitolato “Il Grande Dibattito sull’IA”, Musk ha spiegato che entro il 2030 l’intelligenza artificiale potrebbe superare l’intelligenza umana, sottolineando però che è fondamentale che queste macchine siano “curiose e alla ricerca della verità”. Egli ha avvertito che uno scenario molto pericoloso si potrebbe configurare qualora l’IA iniziasse a manipolare la verità o a mentire, comportamenti che minerebbero la fiducia e potrebbero portare a conseguenze catastrofiche.

L’imprenditore sudafricano, che ha anche ricoperto brevemente nel 2025 il ruolo di capo del Dipartimento per l’Efficienza Governativa negli Stati Uniti, ribadisce l’importanza di una regolamentazione e di un controllo rigoroso sull’IA, vista la sua crescente integrazione in dispositivi di uso quotidiano come smartphone, tablet e computer. Questi strumenti oggi sono dotati di capacità di elaborazione e apprendimento che consentono di soddisfare esigenze complesse, dalla scrittura di testi alla gestione di ricerche approfondite.

Tra promesse e realtà: il 2025 secondo Elon Musk

Il 2025 è stato un anno emblematico per Musk non solo per le sue dichiarazioni sull’intelligenza artificiale, ma anche per le promesse non ancora mantenute riguardo a innovazioni tecnologiche di grande impatto. Tra le principali aspettative c’era il lancio di missioni umane su Marte tramite SpaceX, la diffusione dei robotaxi Tesla a guida autonoma, l’arrivo sul mercato della seconda generazione di Tesla Roadster e il raggiungimento di un’intelligenza artificiale generale (AGI) tramite la sua azienda xAI.

Alcuni di questi obiettivi sono stati posticipati: ad esempio, la missione su Marte rimane ancora in fase di sviluppo, con importanti sfide da superare come il rifornimento in orbita e i sistemi vitali per i viaggi interplanetari. I robotaxi Tesla, che avrebbero dovuto essere accessibili a metà degli americani entro fine 2025, sono invece operativi solo in misura limitata, con la necessità di conducenti di sicurezza fisici ancora presenti nelle operazioni.

Per quanto riguarda l’AGI, il progetto xAI ha visto progressi, ma la visione di un’intelligenza artificiale capace di ragionare autonomamente come un essere umano è stata rinviata a un futuro indefinito. Infine, la Roadster 2G di Tesla è stata soggetta a continui ritardi, con la produzione ora prevista per il 2027, nonostante le attese iniziali risalissero al 2020.

L’intelligenza artificiale, definita dallo standard ISO/IEC 42001:2023 come la capacità di un sistema di manifestare abilità umane

Il contesto globale dell’Intelligenza Artificiale e i rischi di una bolla tecnologica (www.newmicro.it)

L’intelligenza artificiale, definita dallo standard ISO/IEC 42001:2023 come la capacità di un sistema di manifestare abilità umane quali ragionamento, apprendimento e creatività, è al centro di un acceso dibattito a livello mondiale. La sua storia affonda le radici nel pensiero di Alan Turing e nelle prime reti neurali degli anni ’50, fino agli sviluppi recenti di sistemi generativi capaci di produrre testi, immagini e contenuti multimediali.

Tuttavia, non mancano le preoccupazioni sull’esistenza di una possibile “bolla” dell’IA, simile a quella tecnologica degli anni 2000. Le borse mondiali hanno registrato nel 2025 incrementi significativi, con valori record in mercati come Seul e Milano, soprattutto trainati da titoli legati all’intelligenza artificiale. Ma gli analisti e i protagonisti del settore, compresi Jeff Bezos, Sundar Pichai di Google e Sam Altman di OpenAI, riconoscono che il mercato è sovraeccitato e che molte startup rischiano di non reggere l’onda euforica.

Un elemento critico è la natura circolare degli investimenti: grandi aziende come Nvidia, Microsoft e Google finanziano startup che poi acquistano da loro chip e servizi cloud, creando un ecosistema interdipendente e vulnerabile a crolli sistemici. La Federal Reserve e le principali banche hanno evidenziato questo rischio, mentre il panorama politico americano, con Donald Trump che controlla ora la Fed, potrebbe influenzare con politiche monetarie aggressive la tenuta del mercato.

Nel frattempo, l’attenzione resta alta sul ruolo dell’etica e della sicurezza nell’IA, temi che Musk stesso ha sottolineato come prioritari per evitare che le tecnologie evolvano in modi non controllabili o dannosi per la società. L’anno 2026 si preannuncia quindi come un periodo cruciale per osservare come queste sfide verranno affrontate e se le promesse tecnologiche si tradurranno in risultati concreti o in ulteriori rinvii.

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