Nel 2026 il sostegno ai disoccupati si articola tra indennità contributive, sussidi assistenziali e bonus specifici. Una carrellata
Nel 2026, chi si trova in stato di disoccupazione può accedere a una gamma articolata di aiuti economici che variano in base a diverse condizioni personali e professionali. Non esiste infatti un unico “bonus disoccupati”, ma una serie di misure differenziate che tengono conto della storia lavorativa, del reddito e della situazione familiare, offrendo così una rete di sostegno più ampia e articolata.
Il sistema di aiuti per i disoccupati nel 2026 è complesso e articolato. Presentare la domanda corretta e nei tempi giusti è essenziale per non perdere mesi di sostegno economico. I controlli sono diventati più stringenti, sia per evitare abusi sia per garantire che i benefici siano effettivamente riservati a chi ne ha diritto.
La pluralità di tutele per i disoccupati nel 2026
Il sistema di protezione per chi perde il lavoro è composto da varie forme di indennità contributive e sussidi assistenziali, nonché da aiuti specifici per particolari categorie di lavoratori. Tra le più rilevanti, spiccano la NASpI, considerata la misura centrale per i lavoratori dipendenti, e la DIS-COLL, dedicata a collaboratori e lavoratori con contratti atipici iscritti alla Gestione Separata.

Tutti i bonus del 2026 per i disoccupati – (newmicro.it)
Per i lavoratori autonomi, invece, esiste l’ISCRO, un’indennità temporanea per chi subisce un forte calo di reddito, erogata per un periodo massimo di sei mesi. Settori come l’agricoltura e lo spettacolo dispongono di tutele specifiche, mentre esistono anche bonus meno noti, ma ugualmente importanti, come il bonus SAR per i lavoratori somministrati tramite agenzie interinali.
La NASpI continua a rappresentare il fulcro delle tutele per chi perde un lavoro subordinato involontariamente. Nel 2026, grazie alla rivalutazione annuale, gli importi sono leggermente aumentati, ma parallelamente sono state rafforzate le condizioni per il suo mantenimento. Il disoccupato deve iscriversi ai servizi per l’impiego, sottoscrivere un patto di servizio e partecipare attivamente alle iniziative di reinserimento lavorativo.
L’anticipo NASpI, che consente di ottenere una quota dell’indennità per avviare un’attività autonoma o imprenditoriale, è ancora disponibile ma con procedure più rigorose. Dal 2026, la quota anticipata viene erogata in due tranche: una parte immediata e una seconda dopo l’avvio effettivo dell’attività.
La DIS-COLL è destinata a chi ha lavorato con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, assegnisti di ricerca o dottorandi, e che risulta iscritto alla Gestione Separata. Le partite IVA possono invece beneficiare dell’ISCRO, una misura che interviene in caso di drastico calo del fatturato.
Per i lavoratori di settori particolari, come l’agricoltura o lo spettacolo, sono previste forme di sostegno dedicate che tengono conto delle specificità di queste attività. Nel settore agricolo, la disoccupazione agricola si basa sul numero di giornate lavorate, mentre nel comparto dello spettacolo, l’indennità di discontinuità è pensata per un’occupazione spesso intermittente.
Quando la contribuzione non è sufficiente per accedere alle indennità, entrano in gioco i sussidi assistenziali. L’Assegno di Inclusione rappresenta la principale misura di welfare per le famiglie con reddito ISEE basso e condizioni di fragilità. Tra le altre misure, il Supporto Formazione e Lavoro (SFL) è riservato ai disoccupati considerati occupabili e prevede l’erogazione dell’indennità solo a condizione della partecipazione attiva a corsi di formazione o progetti di utilità collettiva.
Non mancano inoltre aiuti specifici per categorie particolarmente vulnerabili, come l’Assegno Unico per i figli destinato alle famiglie con figli a carico, e il Reddito di libertà rivolto alle donne vittime di violenza economica e sociale. Per chi svolge lavoro domestico non retribuito, il Fondo casalinghe/i consente di versare contributi volontari, assicurando una forma di tutela previdenziale.








