Confermata per il 2026 l’agevolazione sulle bollette per alcuni cittadini: ecco come richiederla e quali documenti servono
È confermato anche per il 2026 il bonus bollette per disagio fisico, una misura di sostegno economico rivolta ai nuclei familiari che ospitano persone con gravi condizioni di salute e che necessitano dell’uso di apparecchiature elettromedicali salvavita. L’iniziativa, regolamentata dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), ha l’obiettivo di ridurre l’onere delle spese energetiche per chi deve sostenere consumi elettrici particolarmente elevati a causa di queste esigenze sanitarie.
Il bonus elettrico per disagio fisico viene riconosciuto a tutti i clienti domestici, sia che siano direttamente affetti da una grave malattia sia che convivano con una persona che necessita di apparecchiature elettromedicali per il mantenimento in vita, come previsto dal Decreto del Ministero della Salute del 13 gennaio 2011. La misura si applica indipendentemente dal reddito e dunque senza la necessità di presentare attestazioni ISEE, diversamente dal bonus per disagio economico.
L’ARERA, l’ente regolatore che dal 1° gennaio 2026 è guidato dal presidente Nicola Dell’Acqua, stabilisce trimestralmente gli importi spettanti, calcolati sulla base della potenza contrattuale della fornitura, del tipo di apparecchiatura utilizzata e del numero di ore giornaliere di utilizzo. Il bonus viene riconosciuto direttamente in bolletta sotto forma di sconto ripartito nel corso dell’anno.
Come presentare domanda e quali documenti sono necessari
Per ottenere il bonus è indispensabile presentare una specifica domanda presso il Comune di residenza o presso un CAF abilitato. La richiesta deve essere corredata da un certificato medico rilasciato dall’ASL che attesti:

Bonus destinato a chi necessita di apparecchiature elettromedicali – (newmicro.it)
- la presenza di una grave condizione di salute;
- la necessità di utilizzare apparecchiature elettromedicali salvavita;
- la tipologia di apparecchiatura e le ore di utilizzo giornaliere;
- l’indirizzo di installazione dell’apparecchiatura.
Occorre inoltre allegare il modulo B compilato, i documenti d’identità del richiedente e del malato (se persone diverse) e alcune informazioni reperibili in bolletta come il codice POD (Punto di Prelievo) e la potenza impegnata o disponibile.
È importante sottolineare che non sono accettate altre certificazioni alternative, come il certificato di invalidità civile; la documentazione deve essere esclusivamente quella rilasciata dalla ASL con le specifiche richieste.
Il valore del bonus varia in funzione dell’extra consumo elettrico rispetto a un utente tipo (stimato a 2700 kWh annui) e della potenza contrattuale. La tabella ARERA in vigore per il 2026 prevede tre fasce di consumo aggiuntivo e quattro fasce di potenza, con importi che partono da circa 168 euro annui per la fascia minima e possono superare i 540 euro annui per consumi elevati e potenze maggiori, ripartiti in quote mensili applicate direttamente in bolletta.
Il sistema informatico SGAte, attivo a livello nazionale, gestisce l’assegnazione e la modulazione dell’importo in base alle informazioni fornite dalla ASL e dai dati contrattuali. Qualora il certificato ASL non riporti dettagli sulle apparecchiature o sulle ore di utilizzo, il sistema assegna automaticamente la fascia minima.
La domanda viene sottoposta a una fase di verifica da parte degli enti competenti e, in caso di esito positivo, il bonus viene accreditato generalmente entro due mesi dalla presentazione della richiesta. La durata del beneficio è legata alla necessità continuativa di utilizzo delle apparecchiature elettromedicali. Al cessare dell’uso, è obbligatorio comunicarlo tempestivamente al fornitore per sospendere l’agevolazione.
Il bonus per disagio fisico è cumulabile con il bonus per disagio economico, quest’ultimo basato su limiti ISEE (fino a 9.796 euro o fino a 20.000 euro per famiglie numerose) e con modalità di erogazione prevalentemente automatica. Tale integrazione consente un supporto più articolato per le famiglie con situazioni di grave difficoltà.








