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“Il vortice polare si sta deformando” e gli scienziati si preoccupano: come cambierà l’atmosfera a causa del tornado del Nord

Mentre in molte città del Nord emisfero si continua a vivere con abbigliamento leggero e senza tracce di neve nei cortili, sopra l’Artide
Il vortice polare e il riscaldamento improvviso della stratosfera (www.newmicro.it)

Eventi come l’SSW e la deformazione del vortice polare stanno diventando sempre più frequenti e complessi da interpretare.

Mentre in molte città del Nord emisfero si continua a vivere con abbigliamento leggero e senza tracce di neve nei cortili, sopra l’Artide l’atmosfera sta attraversando una trasformazione senza precedenti. Il fenomeno noto come vortice polare sta mostrando segni di grave deformazione, suscitando preoccupazioni tra gli esperti meteo per le conseguenze che ciò potrebbe avere sull’inverno in Europa, Nord America e parti dell’Asia.

Il vortice polare è un vasto sistema di venti gelidi che ruota ad alta quota sopra il Polo Nord, tra i 20 e i 50 chilometri di altitudine, con velocità che superano i 200 km/h durante l’inverno. Questo “recinto d’aria” trattiene normalmente il freddo nella regione artica, mantenendo condizioni più stabili a latitudini temperate.

Attualmente, però, si osserva un fenomeno anomalo: il vortice mostra segni di una rottura significativa. Le osservazioni satellitari e i modelli meteorologici evidenziano un forte riscaldamento stratosferico improvviso (SSW, sudden stratospheric warming) che in pochi giorni ha innalzato le temperature stratosferiche di 40-50 °C a circa 30 km di quota sopra l’Artide. Tale evento provoca un indebolimento e spesso una completa inversione della direzione dei venti in stratosfera, da ovest-est a est-ovest, un fatto che ha profonde ripercussioni sulla circolazione atmosferica dell’emisfero boreale.

Le simulazioni numeriche indicano che il vortice potrebbe spezzarsi in due lobi distinti: uno proiettato verso la Siberia e l’altro verso il Nord America, in particolare Canada e Stati Uniti settentrionali. Alcune proiezioni suggeriscono addirittura l’espulsione del cuore del vortice dal Polo Nord.

Dinamiche atmosferiche e impatti a terra

La rottura del vortice è alimentata da grandi onde atmosferiche che salgono dalla troposfera, lo strato più basso dove si formano nubi e perturbazioni. Queste onde sono favorite da:

  • blocchi di alta pressione persistenti sull’Oceano Pacifico e sull’Eurasia;
  • aree marine con temperature insolitamente elevate che rafforzano tali blocchi anticiclonici;
  • forti contrasti termici tra le regioni temperate e polari.

Il risultato è che l’aria gelida artica, che normalmente resta confinata, comincia a discendere verso latitudini più basse attraverso un getto polare deformato. Questo processo genera ondate di freddo improvvise, nevicate tardive, piogge gelate e oscillazioni termiche rilevanti, sfidando le aspettative di una primavera precoce in molte aree.

Nonostante l’evento stratosferico non fornisca previsioni puntuali sul meteo locale, modifica significativamente le probabilità

Conseguenze per Europa, Nord America e Asia (www.newmicro.it)

Nonostante l’evento stratosferico non fornisca previsioni puntuali sul meteo locale, modifica significativamente le probabilità di condizioni estremamente fredde nelle settimane successive. Storicamente, forti SSW sono associati a periodi di intenso gelo e nevicate in Europa, Stati Uniti e Canada, tra 10 e 20 giorni dopo l’episodio principale.

Per il Sud Europa e alcune zone meridionali degli Stati Uniti, l’impatto tipico è una maggiore instabilità con frequenti sbalzi termici, piogge abbondanti e meno irruzioni artiche dirette. L’attuale scenario meteorologico, caratterizzato da inverni più miti e umidi, rende questi episodi particolarmente complicati, con più frequenti eventi di neve pesante, ghiaccio e pioggia gelata, rispetto alle classiche ondate di freddo secco del passato.

Le infrastrutture energetiche, i trasporti e i servizi urbani monitorano con attenzione l’evoluzione della situazione, poiché margini di errore ridotti possono tradursi in impatti significativi, come già visto in precedenti eventi estremi.

Febbraio meteorologicamente turbolento

Conoscere la natura e le conseguenze di questi fenomeni può aiutare cittadini e amministrazioni a gestire meglio i rischi. L’intervallo temporale di 10-20 giorni dopo un SSW è cruciale per anticipare condizioni meteorologiche avverse.

È consigliabile:

  • seguire con attenzione i bollettini meteorologici, specie quando si parla di cambiamenti nei pattern atmosferici o di possibili irruzioni di aria artica;
  • pianificare viaggi con flessibilità, preferendo biglietti modificabili e itinerari alternativi in zone soggette a neve o ghiaccio;
  • proteggere le abitazioni verificando guarnizioni, scarichi e tubature per prevenire danni da gelo;
  • prepararsi psicologicamente a possibili ritorni di freddo anche in un momento in cui l’inverno sembrava finito.

Questo approccio consente di ridurre sorprese e costi imprevedibili senza scatenare inutili allarmismi.

Eventi come l’SSW e la deformazione del vortice polare stanno diventando sempre più frequenti e complessi da interpretare, spingendo verso una maggiore alfabetizzazione meteorologica del pubblico. Comprendere termini come jet stream, blocchi anticiclonici e riscaldamento stratosferico non è più appannaggio esclusivo degli esperti, ma uno strumento essenziale per affrontare le sfide di un clima in trasformazione.

Il vortice polare, questa gigantesca “trottola” di vento sopra l’Artide, continua a giocare un ruolo fondamentale nel determinare il volto dell’inverno per milioni di persone. Nei prossimi giorni, le sue evoluzioni saranno seguite con grande attenzione da meteorologi e cittadini, consapevoli che le decisioni prese oggi potranno fare la differenza domani.

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