Hai perso il premio perché l’azienda non ha fissato gli obiettivi? La Cassazione chiarisce come muoversi: serve la prova concreta delle tue reali possibilità di successo.
Quando si parla di lavoro e di soldi, la fredda burocrazia può sembrare ancora più distante dalla realtà che viviamo ogni giorno in ufficio o in fabbrica. Eppure, una recente decisione della Cassazione tocca un tasto molto sensibile per chi spera in quel qualcosa in più in busta paga: il premio di produttività.
Cosa deve dimostrare il lavoratore per ottenere il premio di produttività mancato
In parole povere, la Corte ha stabilito che non basta che l’azienda “si dimentichi” di fissare gli obiettivi per far scattare automaticamente un risarcimento. Immagina di aspettarti un bonus legato ai risultati, ma il tuo capo non ti dice mai chiaramente cosa dovresti fare per ottenerlo. Se decidi di chiedere i danni per questa mancanza, la legge oggi ti dice: “Caro lavoratore, devi dimostrare che, se quegli obiettivi ci fossero stati, avresti avuto le capacità e i mezzi per raggiungerli davvero”.

Premio in busta paga – Newmicro.it
La questione è nata da un gruppo di dipendenti che si sentivano penalizzati perché la loro azienda, nonostante gli accordi, non aveva assegnato gli obiettivi individuali per anni. Se in un primo momento i giudici avevano dato loro ragione, la Cassazione ha poi frenato gli entusiasmi. Il punto è che il risarcimento per la cosiddetta “perdita di chance” non è un regalo automatico dovuto a un errore formale del datore di lavoro. Serve la prova concreta che quella “occasione” di guadagnare di più non fosse solo un sogno, ma una possibilità reale basata sulla tua professionalità e sul modo in cui lavori ogni giorno.
Cosa significa questo nella pratica? Per noi lavoratori, è un promemoria importante: se sentiamo di aver perso un’opportunità economica per colpa di una gestione aziendale poco chiara, non basta puntare il dito contro l’errore burocratico. Dobbiamo essere pronti a raccontare, con fatti e dati, quanto valiamo e perché quel premio sarebbe stato alla nostra portata.
Dall’altra parte, per le aziende, questa sentenza è un sospiro di sollievo contro i ricorsi basati solo su sviste procedurali, ma non è una carta bianca per ignorare gli accordi sindacali. Resta infatti fondamentale che i rapporti di lavoro siano basati sulla trasparenza. In fondo, la giustizia sta cercando di trovare un equilibrio: proteggere il diritto di chi lavora bene a essere premiato, ma evitare che ogni piccola mancanza formale diventi una scusa per contenziosi infiniti.








