Masse inquietanti minacciano la stabilità del campo magnetico terrestre: se queste colossali strutture mutano, l’atmosfera resterà senza difese.
Siamo abituati a pensare alla Terra come a una roccia solida e rassicurante sotto i nostri piedi, ma la realtà che si nasconde a migliaia di chilometri di profondità è molto più simile a un organismo vivo e in costante mutamento. Una nuova e rivoluzionaria ricerca dell’Università di Liverpool, guidata dal professor Andy Biggin, ha svelato che il destino del nostro campo magnetico – quella sorta di “scudo invisibile” che ci protegge dalle radiazioni solari – è scritto in due enormi e misteriose masse annidate nel mantello terrestre. Queste strutture, grandi quanto interi continenti, stanno cambiando il modo in cui comprendiamo non solo la geofisica, ma la storia stessa della vita e del clima sul nostro pianeta.
Viaggio al centro della Terra: le masse giganti che guidano il campo magnetico
Immaginate due colossali masse di materiale, ciascuna vasta quanto l’Africa, posizionate a circa 2.900 chilometri di profondità, proprio lì dove il mantello incontra il nucleo fuso. Gli scienziati le chiamano LLSVPs (Large Low-Shear-Velocity Provinces) o, più comunemente, superpennacchi. Non si tratta di semplici ammassi di roccia, ma di aree incredibilmente calde, dense e chimicamente uniche, che fluttuano come giganti addormentati nel cuore della Terra. Sebbene la loro esistenza fosse stata ipotizzata già negli anni Settanta, solo oggi, grazie a simulazioni avanzate su supercomputer, abbiamo la conferma che queste “macchie” ultracalde sono i veri registi del magnetismo terrestre, influenzando il flusso di metallo fuso nel nucleo esterno negli ultimi 265 milioni di anni.

Cosa succede al campo magnetico 2026 – Newmicro.it
Il legame tra queste masse e il campo magnetico è tanto complesso quanto affascinante. La differenza di temperatura tra i superpennacchi e il materiale circostante crea una sorta di asimmetria termica che agita il ferro liquido all’interno del nucleo esterno. È proprio questo movimento incessante di metallo fuso a generare il campo magnetico attraverso un effetto dinamo. Grazie a questo studio pubblicato su Nature Geoscience, sappiamo ora che il campo magnetico non è un semplice magnete a barra perfetto, come ci hanno insegnato a scuola, ma una struttura irregolare e dinamica, modellata dalle “ombre” termiche di queste masse continentali sotterranee. Senza la presenza di queste strutture ultracalde, i modelli numerici non riuscirebbero a spiegare le strane inclinazioni e le variazioni storiche che osserviamo ancora oggi.
Potrebbe sembrare che ciò che accade a tremila chilometri di profondità non ci riguardi, ma la realtà è opposta. La stabilità del campo magnetico è fondamentale per la biosfera: esso devia il vento solare e impedisce che l’atmosfera venga lentamente erosa. Le scoperte del team di Liverpool suggeriscono che la posizione e l’evoluzione di queste masse giganti abbiano influenzato eventi epocali, come la frammentazione della Pangea e i cambiamenti climatici su scala geologica. Comprendere come si muovono queste masse ci permette di guardare al passato paleobiologico con occhi nuovi, offrendoci indizi su come la protezione naturale del pianeta sia variata durante le grandi estinzioni o le ere di fioritura della vita.
Il professor Biggin, un veterano del paleomagnetismo che analizza rocce antiche per decifrare i messaggi del passato, ci ricorda che la Terra è un sistema integrato. Mentre oggi siamo giustamente concentrati sul riscaldamento globale causato dall’uomo, studi come questo ci insegnano a rispettare anche i cicli naturali di millenni, che operano su scale temporali immense. L’Università di Liverpool, con i suoi laboratori all’avanguardia, continua a essere un faro in questo campo, ricordandoci che per prevedere il futuro del nostro scudo magnetico e del clima globale, dobbiamo prima imparare a leggere i segreti custoditi nelle profondità abissali del mantello. In fondo, la nostra sopravvivenza sulla superficie dipende in gran parte dall’incredibile danza di calore e metallo che avviene nel cuore del mondo.








