Le variazioni di orario sono legate a un contesto storico e politico complesso, che vede ancora diverse opinioni in gioco.
Con l’avvicinarsi della primavera, si avvicina anche il consueto appuntamento con il cambio all’ora legale. In Europa e soprattutto in Francia, questo passaggio continua a suscitare curiosità e dibattiti, soprattutto in un contesto ancora incerto riguardo alla sua definitiva abolizione.
Vediamo quindi quando e come spostare le lancette degli orologi nel 2026 e qual è lo stato attuale della normativa europea sull’ora legale.
Quando spostare le lancette per l’ora legale 2026
La transizione verso l’ora legale 2026 avverrà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo. Esattamente alle due di notte, gli orologi dovranno essere portati avanti di sessanta minuti, facendo saltare così un’ora di sonno. In pratica, alle 2:00 saranno già le 3:00. Questo significa giornate più lunghe con più luce serale, ma anche un iniziale impatto sul ritmo sonno-veglia delle persone.
Fortunatamente, la maggior parte degli smartphone, computer e dispositivi digitali si aggiorna automaticamente, riducendo la necessità di interventi manuali.
Il dibattito europeo sull’abolizione del cambio d’ora
Negli ultimi anni, il tema dell’abolizione del cambio tra ora solare e ora legale ha animato il dibattito politico in tutta l’Unione Europea. Nel 2019, i cittadini europei si sono espressi con un sostanziale consenso (oltre l’84%) a favore della soppressione di questo sistema, ritenuto obsoleto e potenzialmente dannoso per la salute.

La data da segnare – newmicro.it
La Commissione europea aveva inizialmente previsto la sospensione definitiva del cambio d’ora a partire dal 2021, lasciando agli Stati membri la facoltà di scegliere tra mantenere permanentemente l’ora solare o quella legale. Tuttavia, questa decisione è stata posticipata a causa della pandemia di Covid-19, che ha complicato il processo decisionale degli Stati membri.
Ad oggi, la questione rimane irrisolta: molti Paesi, tra cui la Francia, continuano a praticare il doppio cambio semestrale. In Francia, ad esempio, oltre il 59% della popolazione ha espresso preferenza per il mantenimento permanente dell’ora legale, ma una decisione definitiva non è stata ancora adottata.
Il problema principale è che un’armonizzazione europea è indispensabile per evitare disallineamenti orari tra Stati confinanti, che potrebbero complicare i trasporti, gli scambi commerciali e le comunicazioni. Alcuni Paesi del Sud Europa sono contrari a eliminare del tutto i cambi d’ora, alimentando ulteriori complessità nel raggiungimento di un accordo comune.
Origini e funzionalità del cambio dell’ora in Francia
Il sistema del cambio dell’ora in Francia risale alla crisi energetica degli anni ’70, quando fu introdotto per ridurre il consumo di energia elettrica sfruttando al meglio le ore di luce naturale. Nel 1998, con l’entrata in vigore dell’armonizzazione europea, le date di passaggio all’ora legale e solare sono state uniformate tra i Paesi membri.
L’ora legale rimarrà in vigore in Francia fino al prossimo 25 ottobre 2026, quando si tornerà all’ora solare. Questo passaggio, come sempre, avverrà di notte, facendo retrocedere le lancette di un’ora.
In attesa di una definitiva decisione europea, i cittadini europei dovranno quindi continuare a regolare manualmente o affidarsi alla tecnologia per aggiornare i propri orologi durante i due cambi annuali, un rituale che ormai fa parte della vita quotidiana da decenni.
Nel frattempo, prepariamoci a spostare avanti le lancette nella notte tra il 28 e il 29 marzo 2026, per godere di giornate più luminose e di un inevitabile adattamento biologico.








