Queste novità si inseriscono in un quadro fiscale dinamico e complesso, che richiede attenzione costante per evitare sanzioni.
Il calendario delle scadenze fiscali di febbraio 2026 prevede un fitto susseguirsi di adempimenti che coinvolgono diverse categorie di contribuenti, dai professionisti alle famiglie, fino alle partite IVA.
Tra le principali novità di quest’anno, si segnala l’avvio della presentazione della dichiarazione IVA 2026 e la scadenza per la rottamazione quater delle cartelle esattoriali, oltre all’obbligo di aggiornamento del modello ISEE per l’accesso all’assegno unico.
Le scadenze fiscali più rilevanti di febbraio 2026
Il mese si apre il 1° febbraio con l’apertura del canale telematico per la trasmissione della dichiarazione IVA 2026, il cui termine ultimo è fissato al 30 aprile. Tuttavia, molti contribuenti anticipano l’invio per poter beneficiare di rimborsi IVA o per trasmettere congiuntamente i dati delle LIPE relativi al quarto trimestre 2025, scadenza fissata al 28 febbraio e differita al 2 marzo 2026 in quanto cade di sabato.
Tra gli adempimenti di inizio mese, il 2 febbraio è l’ultimo giorno utile per comunicare l’opposizione all’uso dei dati delle spese sanitarie 2025 ai fini della dichiarazione precompilata e per presentare la domanda di esonero dal pagamento del canone RAI 2026. Per quest’ultimo, è comunque possibile richiedere l’esenzione per il secondo semestre fino al 30 giugno.
Il 9 febbraio scade il termine per la conferma della comunicazione relativa al bonus pubblicità 2025, un credito di imposta del 75% sugli investimenti incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, inclusa la versione digitale.

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Il 16 febbraio è particolarmente importante per i versamenti periodici: scadono infatti i termini per il pagamento delle ritenute IRPEF e contributi INPS, la quarta rata dei contributi fissi INPS per artigiani e commercianti e l’autoliquidazione dei premi INAIL per la tutela contro gli infortuni sul lavoro.
Il 25 febbraio è previsto l’invio degli elenchi Intrastat per gli operatori intracomunitari con obbligo mensile, con la possibilità di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Dogane o delle Entrate.
Ultimi giorni di febbraio: rottamazione quater, LIPE e ISEE
Il 28 febbraio, prorogato al 2 marzo, si concentrano diverse scadenze di rilievo:
- Il pagamento dell’undicesima rata della rottamazione quater per chi ha aderito alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali, con il termine ultimo per il versamento fissato al 9 marzo considerando i giorni di tolleranza;
- La trasmissione delle LIPE relative al quarto trimestre 2025, che può essere effettuata con la dichiarazione IVA o separatamente;
- Il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del quarto trimestre 2025, che si può effettuare tramite il portale “Fatture e Corrispettivi” o con modello F24 codice tributo 2524, pena sanzioni e interessi;
- L’aggiornamento del modello ISEE per le famiglie beneficiarie dell’assegno unico 2026. Senza DSU aggiornata entro il 28 febbraio, l’importo erogato dall’1 marzo sarà ridotto al minimo (circa 57 euro). È comunque possibile presentare la documentazione aggiornata entro il 30 giugno per ottenere gli arretrati.
Per quanto riguarda i contribuenti in regime forfettario, sempre entro il 2 marzo è possibile presentare la comunicazione per la riduzione contributiva INPS del 35%, destinata a chi è iscritto alla gestione artigiani e commercianti e possiede i requisiti per l’accesso alla flat tax.
Focus su proroghe e controlli fiscali: novità per Niscemi e partite IVA
Nel contesto delle scadenze di febbraio, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ha richiesto una proroga degli adempimenti fiscali per il territorio di Niscemi (Caltanissetta), colpito da una grave frana a fine gennaio 2026.
La richiesta, rivolta al governo e all’Agenzia delle Entrate, mira a sospendere le scadenze per tutte le imprese e professionisti locali, in analogia a quanto già avvenuto per le zone colpite dal ciclone Harry in Sardegna, Sicilia e Calabria.
Sul fronte dell’anti-evasione, l’Agenzia delle Entrate ha confermato nel Piano Integrato Antifrode 2026-2028 l’intensificazione dei controlli sulle partite IVA “apri e chiudi”: sono previste circa 9.000 chiusure forzate nel 2026.
L’obiettivo è contrastare le attività fittizie che emettono fatture per incassare indebitamente l’IVA senza versarla allo Stato. Il procedimento include un’analisi approfondita del profilo fiscale, operativo e storico del contribuente, con un confronto preventivo che può evitare la chiusura solo se il contribuente dimostra l’effettiva attività economica.
Inoltre, per chi riapre una partita IVA dopo una chiusura forzata, è prevista la presentazione di una fideiussione bancaria o polizza assicurativa di almeno 50.000 euro per tre anni, una misura che punta a scoraggiare comportamenti fraudolenti reiterati.








